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La sensibilitá al glutine non celiaca - più diffusa di quanto si pensi

Essere sensibili al glutine significa avere sintomi simili a quelli della celiachia e dell’allergia al grano senza essere affetti da nessuna delle due patologie. Si tratta di una situazione che, al contrario della celiachia, sembra essere transitoria e potrebbe risolversi dopo un breve periodo di alimentazione senza glutine.

Sintomi

La sensibilità al glutine non celiaca è causa di mal di testa, nausea, irritazione intestinale, stanchezza, dolori muscolari e molti altri problemi a cui, se si ignora la propria condizione di sensibilità, non si sa dare spiegazione. Esperienze internazionali dimostrano come la sensibilità al glutine non celiaca sia un problema di larga diffusione e confermano che la stima delle persone potenzialmente sensibili al glutine è largamente superiore a quella dei potenziali celiaci ed allergici al grano.

Lo studio Glutox, promosso dalla associazione italiana gastroenterologi ospedalieri (AIGO), pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Nutrients ha dimostrato che 1 paziente su 5 con diagnosi di intestino irritabile è in realtà sensibile al glutine. Gonfiore addominale, stanchezza generalizzata, mal di testa sono solo alcuni dei sintomi comuni a celiachia ed intestino irritabile, ma secondo gli esperti la diagnosi vera per un paziente su cinque, può essere sensibilità al glutine non celiaca. In questo caso la dieta senza glutine è la terapia in grado di risolvere il problema.

Diagnosi

In attesa di biomarker in grado di fornire test diagnostici affidabili per la sensibilità al glutine non celiaca.
La diagnosi di sensibilità al glutine è necessariamente di esclusione rispetto alle altre patologie glutine correlate –(celiachia e allergia al frumento).
Una volta escluse la celiachia e l’allergia al frumento, e se il soggetto risponde positivamente ad una dieta priva di glutine si può pensare ad una diagnosi di sensibilità al glutine.

Ulteriori informazioni sulla diagnosi e sulla dieta senza glutine qui.

Consulenza

Secondo le ultime indicazioni scientifiche, per diagnosticare con certezza la sensibilità al glutine, il medico dopo aver escluso l’allergia al frumento e la celiachia, dovrebbe consigliare un periodo a dieta priva di glutine ed uno successivo in cui il glutine viene reintrodotto, proprio per verificare la risposta del soggetto.
Se dopo il miglioramento iniziale delle condizioni con l’alimentazione priva di glutine, si manifesta un peggioramento in seguito alla reintroduzione del glutine, si può supporre una sensibilità al glutine.
Molte persone sensibili al glutine dopo un cambiamento dell’alimentazione riferiscono un’attenuazione dei disturbi dopo breve tempo fino al ripristino di uno stato di benessere generale.

Ulteriori informazioni sulla diagnosi e sul trattamento si trovano qui.